Less is more!

Less is More!

1 Agosto 2022

Less is more!

Quante volte lo abbiamo sentito dire? Per molti architetti, designer, stilisti e grafici questo è un vero e proprio mantra.

Il celeberrimo aforisma è generalmente attribuito a Mies van Der Rohe, ma in realtà non fu lui a coniarlo ma Peter Behrens, grande architetto del primo Novecento, per cui Mies lavorò dai ventuno ai ventisei anni “tra l’altro gomito a gomito con Walter Gropius e Le Corbusier”. 

Fu Mies quindi a dare forma al concetto di “Less is more” inventando un linguaggio minimalista che a distanza di cent’anni è ancora un punto di riferimento.

Tutto il lavoro di Mies e della sua scuola si fonda su due pilastri fondamentali: ordine e razionalità

Per Mies l’ordine non è qualcosa che si impone ma qualcosa che va cercato e trovato, l’esito di un processo che abbia l’obiettivo di dare una risposta semplice ad un bisogno complesso.

Letteralmente “Less is more” si può tradurre con “meno è di più”, significa che la forma di un edificio, di un oggetto, di un abito (solo per fare alcuni esempi) non deve essere il fine del design, ma solo il risultato di un processo volto a dare una risposta semplice ad un bisogno complesso.

Quindi in poche parole: la forma segue la funzione e non il contrario.

Mies si occupava di forma e di spazio, ma questi fondamenti di riduzione dei fenomeni all’essenziale, al significante, credo possano riguardare ambiti della vita anche molto diversi tra loro. 

Il concetto semplice che sta alla base è eliminare il superfluo per fare spazio a ciò che conta, un’idea che si rifà ai principi della filosofia Zen del XVIII secolo, ancora oggi attuale.

Togliere quindi, invece che aggiungere, per riconoscere la vera essenza delle cose e riuscire a comunicarle nella loro semplicità.

Less is More - ludwig mies van der rohe

Creare un equilibrio visivo, dare il giusto ordine gerarchico è fondamentale per generare armonia: anche la grafica fu profondamente cambiata da questo concetto…basti pensare agli esponenti del “design svizzero” come Joseph Muller-Brockmann, Adrian Frutiger ma anche Massimo Vignelli “creatore della mappa e della segnaletica per la Metropolitana di New York”, o dare uno sguardo ai principali marchi che hanno fatto di questo elemento il proprio punto di forza, creando un’immagine coordinata semplice, elegante e pulita: Apple, Google, Mercedes, Audi, Nike e Adidas ma anche Braun e Volkswagen

Sono solo alcuni dei brand che hanno sfruttato questo pensiero all’interno della propria immagine, facendolo diventare un plus.

Quindi ridurre un progetto alle sue componenti essenziali non significa dunque lavorare meno o tagliare parti vitali del metaforico albero, ma comprendere come ottimizzare il lavoro in relazione alla sua funzione dando il giusto valore agli elementi utilizzati, scegliendo solo quelli necessari.

Come ogni regola che si rispetti, anche questa ha le sue eccezioni. Iris Apfel non sarebbe la stessa senza la sua strabordante personalità, gli occhiali fuori misura e la quantità impressionante di accessori, il suo motto è “more is more and less is a bore”.

Nel suo caso, come si fa a darle torto? ma questa è un’altra storia…

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